Il Cascinale » La nostra cantina
Magico lo consideravano già i popoli delle epoche più antiche: l'ebrezza fornita dal vino veniva infatti considerata come un avvicendamento alle divinità.
Un bicchiere di vino rappresenta il lavoro dell'uomo, della sua lotta con
- e talvolta contro - la natura.
A proposito, cosa c'è in una bottiglia di vino: per
la maggior parte acqua (78-85%) e zucchero (tra cui l'alcol etilico, considerato
una sostanza zuccherina). In parte minore altre migliaia di sostanze che sono
responsabili della personalità del vino.
Sono
preziosissimi indicatori della qualità e dello stato di salute del
vino che si valutano attraverso quello che viene definito un esame organolettico.
Un termine forse altisonante per un'azione che vi abituerete a fare ogni qualvolta
assaggerete un bicchiere di vino, esattamene come probabilmente avete visto
fare molte volte, magari schernendo chi, con attenzione, valutava il colore
del vino, la sua limpidezza, cercava di ritrovare descrittori richiamando
odori più o meno noti. Non è un gioco, o meglio, lo può
diventare, ma con un suo preciso fondamento.
Dal colore di un vino si può capire l'età, lo stato evolutivo, così come dai profumi che emergono si possono intuire la correttezza di un vino, la varietà del vitigno, le tecniche di vinificazione; il rimando a odori conosciuti è semplicemente un modo per richiamare elementi dell'immaginario comune che in realtà corrispondono a sostanze chimiche ben precise: è più immediato affermare che questo vino sa di tabacco piuttosto che fornire la corrispondente sostanza responsabile dell'aroma di tabacco.
La prima regola: se il colore è bello, limpido, i profumi puliti, piacevoli e il gusto gradevole, quello che andrete a sorseggiare è già un buon vino.